ANCHE I VIAGGIATORI INSEGNANO…
Non mi sono mai resa conto di quanto il mio modo di vivere fosse il risultato di schemi mentali, credevo che tutto il mondo vivesse come me, certo con delle varianti, ma in estrema sintesi vivendo nello stesso posto, svolgendo lo stesso lavoro con qualche eccezione.
Quello che mi sconvolse fu il grande numero di viaggiatori in giro. Quanta gente contraddiceva le vite inquadrate dalle routine giornaliere, quanti erano quelli che liberi si muovevano per il mondo e quanti giovani! Quante storie, quanti modi di vivere la vita… il mondo si spalancava davanti a me.
Chi faceva il giardiniere per sei mesi e per il resto dell’anno viaggiava, chi viaggiava in Thailandia per rifornirsi di vestiti, gonne, pantaloni, sciarpine che poi inviava a casa per il proprio negozio, non ho idea per quanto fosse chiuso per ferie, e ne approfittava per viaggiare, chi era guida turistica a casa per qualche mese l’anno e poi viaggiava, chi aveva lasciato il proprio lavoro da manager dopo una importante riunione in cui si era proiettato nei colleghi più anziani, cinici, con la panza rifiutando di diventare così e aveva deciso di far ritorno al proprio paese in autostop attraversando non so quanti stati, per conoscere gente comune, chi viaggiava e scriveva storie per bambini per poi farle illustrare da artisti del posto.
Fu una sorta di sberla in faccia, una sveglia per me che riteneva ci fosse un unico modo di vivere. Quanti avevano avuto il coraggio di uscire dalle scatole in cui viviamo e a cui ci attacchiamo con le unghie e con i denti!
Gli stessi viaggiatori insegnavano che esistono tante possibilità, tante opportunità.