Performance Estemporanea Urbana
PERFORMANCE ESTEMPORANEA
Ci sono due ordini di motivazioni che stanno alla base del mio lavoro sulla performance estemporanea, uno di carattere personale e l’altro socioeconomicoculturale. In realtà questi due ambiti sono anche strettamente correlati.
Le ragioni personali si riferiscono ad un bisogno che mi accompagna da sempre e cioè quello della libertà, un termine chiaro anche se generico per certi versi. Una delle forme in cui questo anelito si è rivelato è a livello onirico, come movimento spontaneo, fluttuante, libero appunto dalla gravità. Il passaggio dal sogno all’agito diventava essenziale per innescare di riflesso un processo trasformativo-evolutivo nella veglia.
In realtà i due piani sono strettamente collegati perché diventa sempre più tangibile la prigione ammantata di falsa democrazia e falso progresso che invade ogni circostanza della vita. Lo scontro quotidiano con i poteri forti che invalidano ogni regola del diritto, negando ogni concetto di eguaglianza, riduce sempre più l’individuo ad uno stato di impotenza. Anche se la maggior parte delle persone vive grazie al placebo di una esistenza migliore, per lo più rappresentata dal possesso, l’artista fortunatamente ha una ricchezza importante e cioè la sua arte, uno spazio di libertà per antonomasia. Spesso però anche l’arte è imprigionata, vincolata, oltre che dai personali condizionamenti, da quelli rappresentati da tutto ciò che è istituzione, programmazione, pubblico, soldi, finanziamenti, spazi per la rappresentazione etc.
Non esiste quasi più la possibilità di una mediazione di fronte all’evoluzione che ha preso l’organizzazione umana incanalata in tutti i campi su strade ben precise dai potentati economici. Il bisogno di una destrutturazione, naturalmente partendo da quella più difficile che è interna a sé, diventa un’esigenza molto forte. Da qui la necessità di vivere l’impulso poetico nel momento del suo manifestarsi. Da questo ha preso forma una modalità di lasciare fluire questo impulso in completa improvvisazione. Si tratta di portare la poeticità nei luoghi del quotidiano, di trovare e scoprire che ogni angolo di mondo è palcoscenico non solo per recitare un ruolo stereotipato, ma per vivere la propria natura essenziale poetica.
La performance prende luogo nella coincidenza assoluta di performer, passanti, azione, tempo.
E’ un atto irripetibile per queste condizioni incontrollabili. E’ una possibilità che possa accadere qualcosa e creare una sorta di appuntamento valido solo per coloro che si trovano a passare. E’ una “coincidenza significativa” e prima di ogni cosa perché è un appuntamento con se stessi.







