Le isole di Lanzarote e Fuerteventura sono luoghi straordinari per ritrovare il contatto con le forze della natura, recuperare la propria energia, entrare in connessione col Tutto. Ci vuole tempo per permettere a questo processo di compiersi ma, nonostante siano isole a vocazione turistica e molto frequentate, è ancora possibile approfittare di questa opportunità.
Ho avuto la fortuna di visitare l’isola di Lanzarote durante la pandemia nel 2020. Quasi tutti gli esercizi commerciali e gli alberghi erano chiusi, il turismo in gran parte assente. Per me è stato un periodo privilegiato per rapportarmi con la forza ancora più potente di questi luoghi.
In particolare nel sud dell’isola le spiagge della riserva del Papagayo hanno qualità particolari. Vicino a questa riserva hanno costruito fino a dove hanno potuto e forse anche più in là del dovuto, ma le spiagge sono riparate dalla vista di altre costruzioni. Battute dai turisti e molto spesso dal vento, alla mattina presto offrono uno spettacolo magnifico.
In queste spiagge quello che ho percepito è una forte risonanza tra il luogo e la mia parte ancestrale. Sono bastati pochissimi giorni per sentire il desiderio spontaneo di essere nuda, di esprimere una parte di me bisognosa di essenzialità. Essere senza veli per rispecchiarmi con l’energia di quei posti. Forse questa è l’energia dei luoghi desertici, che sembrano indicare un processo di spoliazione di quanto non è più necessario per essere, per esprimere la vita.
Le montagne, in realtà vulcani, che stanno alle spalle del Papagayo e del paese di Playa Blanca hanno anche qualità particolari. Offrono l’immagine di giganti buoni, lì per custodire e proteggere la piana sottostante e le persone, come se avessero la funzione di guardarti le spalle, cosicché hai l’impressione di essere custodito da presenze secolari e pacifiche. Spettacolare fu per me la discesa in auto, appena dopo il tramonto, da Femes verso Playa Blanca con le montagne che riverberavano ai colori del tramonto e le luci del paese accese sul mare.
Decisamente diversa l’energia che si respira andando verso il centro-nord dell’isola. Il parco del Timanfaya con i suoi numerosi crateri e vulcani, il vulcano del Cuervo, la Montagna Blanca, immergono in una energia più forte che percepisci anche alla vista per le forme impervie e crude del paesaggio. Consiglio la passeggiata al Cuervo dove è possibile arrivare al centro del cratere e sdraiarsi a terra per mettersi in ascolto.
Più a nord-ovest dell’isola, dopo una piacevole camminata si giunge al vulcano Corona, un posto magnifico per ricaricarsi di energia, stendendosi a terra e meditando davanti allo splendido panorama che si gode dal cratere sul paese di Ye e la costa.
L’isola è punteggiata da vulcani; non tutti per la verità mi hanno trasmesso sensazioni piacevoli. Sempre a nord si trova una sterrata che corre attraverso diversi vulcani, fra cui La Caldera a cui si può arrivare con una semplice deviazione dalla strada asfaltata. Qui però non ho provato la spinta a spingermi fin nel centro del cratere.
Sicuramente, come già scritto, l’energia è più forte nel nord-ovest, non solo per la presenza maggiore dei vulcani, ma anche per il territorio dalle forme più aspre, come il Risko di Famara o la scogliera che domina la spiaggia di Orzola. Da visitare la Cuevas de los Verdes scavata dal passaggio della lava.
L’isola di Lanzarote ha il privilegio di attrarre sia per i suoi paesaggi sia per le sue attrattive artistiche. Qui infatti è nato e ha operato l’artista Cesar Manrique che ha lasciato diverse opere (Museo d’arte contemporanea, Jameos de l’agua, Fondazione Manrique, Casa Manrique, Jardin de Cactus, Mirador del Rio) in cui architettura e paesaggio si integrano perfettamente. Il suo contributo ha fatto si che l’isola si sia preservata meglio di altre dal punto di vista dello sfruttamento territoriale ai fini turistici. Lui stesso ha trascorso gli ultimi anni battendosi per l’isola mentre la speculazione edilizia erigeva i primi “mostri”.
Qui di seguito alcune camminate effettuate. Fate attenzione a camminare nelle ore calde. Da sud-est a nord-ovest.
PAPAGAYO
Da Playa Blanca è possibile arrivare con una bella passeggiata sul mare a Las Coloradas, ultimo quartiere prima della riserva. Da qui una rete di stradine e sentieri portano alle varie spiagge. E’ possibile spingersi fino a Playa Quemada.

MANCHA BLANCA – CLADERA BLANCA
A Mancha Blanca si può arrivare con la guaga che da Arrecife va La Santa scendendo alla fermata Teleclub Mancha Blanca, quindi si prosegue sulla strada asfaltata verso il parcheggio Caldera Blanca. Da lì comincia il percorso che porta all’area in cui si trovano prima il vulcano la Caldereta e poi la Caldera Blanca. Il tempo di percorrenza varia a seconda di quanto si decide di fare. Io sono salita sulla Caldera Blanca e da lì ho percorso andando verso sinistra fino al punto più alto segnalato da una colonnina. Paesaggio molto suggestivo soprattutto per gli appassionati. Portare da bere e da mangiare.
Tempo: 5 ore
Difficoltà: media
MANCHA BLANCA – VULCANO EL CUERVO
Questo percorso è meglio farlo arrivando in auto al punto di inizio che si trova lungo la strada LZ 56 sulla quale si aprono alcuni parcheggi. Se non si ha l’auto, si può arrivare con la guagua a Mancha Blanca con l’autobus che da Arrecife va a La Santa, scendendo alla fermata Mancha Blanca e da lì avviarsi sulla strada . Il sentiero costeggia tutta la base del vulcano. Iniziando andando verso destra si arriva al punto in cui si entra direttamente nella parte centrale del vulcano. Portare da bere
Tempo: 3 ore circa facendo tutto il giro con calma
Difficoltà: facile

CALETA DE CABALLO – FAMARA – CALDERA TRASERA
Percorso piuttosto lungo che comincia dal paese di Caleta de Caballo (dove fino al 2024 non c’erano bar, ristoranti, negozi, fermata d’autobus) e segue tutta la costa fino ad arrivare a Famara. Eventualmente si può partire da La Santa dove si può giungere con la guagua e scendere al capolinea aggiungendo cosi altri 30’ a piedi. Portare da bere. A Famara consiglio di fermarsi a mangiare al ristorante El Sol.
Tempi: 4 h. circa (andata)
Difficoltà: facile
DEVIAZIONE AL VULCANO CALDERA TRASERA
Si può effettuare una deviazione dal percorso precedente, che allunga di molto i tempi (attenzione se fa molto caldo!) per dirigersi all’interno dove si ergono alcuni vulcani, nello specifico verso Caldera Trasera. Su questo si può salire alla parte più alta segnalata da una colonnina. Se non si vuole tornare a riprendere il cammino costiero (non lo consiglio perché arriverete stremati), si può scendere e dirigersi verso la strada LZ 410 e con l’autostop arrivare a Famara.
TEGUISE – HARIA
Camminata impegnativa ma solo per la lunghezza. Si può giungere a Teguise con la guagua scendendo alla fermata Centro de salud, quindi si costeggia il campo di football dove comincia la strada sterrata, più avanti si arriva alle rovine della Ermita de San José. Questo percorso, che dapprima si sviluppa nell’interno, poi si snoda sul crinale da cui in successione si possono ammirare diversi panorami sulla costa di Famara. La parte iniziale può risultare un poco monotona, ma quando si raggiunge la costa, visibile dall’alto, il percorso diventa molto affascinante. Sulla via si incontra la Ermita de las Nieves, diversi punti panoramici e grotte dove qualcuno trascorre ancora la notte. Si arriva fino al paese di Haria, ma l’ultimo tratto va percorso di nuovo spostandosi nell’interno lungo il barranco La Elvira che scende appunto ad Haria. Ricordate che non si può arrivare fino al Mirador de Haria continuando sulla costa. Da Haria ci sono autobus, ma controllate gli orari. Portatevi da bere e da mangiare.
Tempo: 6 ore circa
Difficoltà: media

HARIA – MIRADOR DE HARIA
Da Haria, raggiungibile con la guagua, si può, con una breve e semplice camminata, arrivare al mirador de Haria da cui si gode il panorama sulla costa di Famara. Se si continua salendo sulla destra per un sentiero molto ripido, si può arrivare a vedere anche l’isola La Graciosa. Ad Haria consiglio di pranzare al Mercado, mercato/ ristorante con tavoli esterni.
Tempi: mezz’ora al mirador
Difficoltà: facile, media per il breve percorso aggiuntivo che è scivoloso.
ORZOLA – CALETON BLANCO
Si può arrivare ad Orzola, il paese più a nord dell’isola, con la guagua n. 9 partendo dalla stazione degli autobus di Arrecife. Si scende al capolinea e si cammina costeggiando il paese fino al suo inizio dove si trova appunto il sentiero. https://goo.gl/maps/vFAWnuEWm9BuMbW97
Dopo una ventina di minuti si arriva alla spiaggia con i caratteristici corral per ripararsi dal vento. Il fondale è piuttosto basso. Per mangiare consiglio il ristorante Mirador a Orzola.
Tempo: 20 minuti
Difficoltà: facile
PUNTA MUJERES – HARIA
Facile camminata che si snoda su una strada sterrata e poi su asfalto. Consiglio di farla di sabato mattina così potrete visitare il piccolo mercatino artigianale che si tiene nella piazza centrale di Haria.
Tempi: 1h. 30’ circa
Difficoltà: facile
PUNTA MUJERES – JAMEOS DE L’AGUA
Da Punta Mujeres si procede camminando verso nord lungo la costa. Dopo una mezz’oretta circa arriverete al cartello che indica a sinistra Jameos del Agua, la struttura progettata da Manrique. Già dal sentiero comunque si può vedere l’edificio bianco. Un po’ più all’interno si trova la Cuevas de los verdes. Ad ogni modo si possono raggiungere questi due siti con la guagua n. 9.
Tempo: mezz’ora circa
Difficoltà: facile

YE – ORZOLA
A Ye si arriva con la guagua n. 7, si scende a Ye, dove c’è il Teleclub. quindi si procede camminando in avanti fino alla biforcazione della strada e lì si trova l’inizio della sterrata. https://goo.gl/maps/TBTuFfsMu5VogLMG8
Questa s’inoltra in discesa, alla biforcazione dove c’è un cartello indicante Famara, si prende la strada di destra e si continua. Si arriva ad un certo punto alla strada asfaltata LZ 203; lì si procede marciando sulla sinistra di questa su uno stretto sentiero che poi devia allontanandosi ancora dalla strada.
Il paesaggio è molto bello, e probabilmente non si incrocerà nessuno. Ad Orzola consiglio di mangiare al ristorante Mirador. Da Orzola si può prendere la guagua che va in direzione di Arrecife. Portare da bere.
Tempi: 3 ore scarse
Difficoltà: facile

YE – VULCANO LA CORONA
A Ye si può giungere con la guagua n. 7 che parte dalla stazione degli autobus di Arrecife. Si scende a Ye (fermata vicino al Teleclub di Ye), camminando si torna indietro e sulla sinistra si trova l’inizio del sentiero per il vulcano. https://goo.gl/maps/RzvFgQsdsNaN15zSA
In un’oretta si arriva al vulcano, ma non è possibile effettuare il giro sulla cresta. Per pranzare consiglio il ristorante specializzato in carne alla griglia Grill Asador Volcan de la Corona. Da Ye si può arrivare a piedi, percorrendo la strada asfaltata, anche al Mirador fatto costruire da Manrique.
Tempi: un’ora
Difficoltà: facile
CRUZ DE GUINATE – MAGUEZ
Si arriva alla Cruz de Guinate con la guagua n. 7 (una sola al giorno nei feriali) e da lì inizia una sterrata che sale fiancheggiando diversi vulcani tra cui il Vulcan Los Helechos e La Caldera. Sulla carta è una camminata molto panoramica in quanto presenta aperture sulla costa nord, ma io l’ho percorsa in una giornata di nebbia e nuvole. Nonostante ciò la passeggiata è stata affascinante per l’atmosfera di mistero che le nuvole spostate dal vento creavano facendo apparire improvvisi scorci di paesaggio. Tutto ciò, come spesso accade a Lanzarote, sotto il vigile controllo del territorio dei corvi. Il percorso per metà è su strada sterrata e per l’altra metà su un’asfaltata che scende fino a Maguez passando vicino a La Caldera. Consiglio di cominciare la camminata dalla Cruz di Guinate e non da Maguez, altrimenti vi troverete ad affrontare all’inizio una faticosa e lunga salita.
Tempi: 2h. circa
Difficoltà: facile
ISOLA LA GRACIOSA
Da Orzola ci sono due compagnie di navigazione che portano a La Graciosa con corse frequenti. E’ possibile dormire sull’isola. Io ho trovato da dormire senza aver prenotato alla pensione El Girasol, ma alla fine di ottobre.
CALETA DEL SEBO – MONTAGNA AMARILLA
Da Caleta del Sebo con il mare davanti, si cammina sulla costa verso la destra e dopo un’ora di marcia si arriva alla Playa Francesa dove, se il mare è buono, è possibile bagnarsi. Si riprende il cammino sempre nella stessa direzione verso la montagna Amarilla, ai piedi della quale c’è una spiaggia (Playa de la Cocina) sormontata proprio dal colore ocra della montagna. Tornando indietro e aggirando questa si trova il sentiero che sale al vulcano, l’ultimo tratto è piuttosto ripido. E’ possibile, facendo attenzione a non scivolare, completare il giro della cresta. Portare cibo e acqua.
Tempi: Il giro si può fare in una mezza giornata, prendendosi il tempo per un bagno a playa Francesa.
Difficolta: facile fino a playa Francesa, media la salita al vulcano.

CALETA DEL SEBO – PLAYA DE LAS CONCHAS
Ho fatto questo percorso a piedi, ma non lo consiglio sia per la lunghezza sia per il calore. Noleggiate invece una bici a pedalata assistita a Caleta del Sebo. Eventualmente potete anche farvi accompagnare da una jeeep, ce ne sono che fanno questo servizio. La strada sterrata attraversa l’interno dell’isola e arriva praticamente al lato opposto dove si trova la Playa de las Conchas dove è pericolosissimo bagnarsi. Accanto alla spiaggia c’è un vulcano al quale si può salire per ammirare il panorama. Portate molta acqua e cibo.
Tempi: una mattinata con la bici, a piedi una giornata tra andata e ritorno.
Difficoltà: media