Performance
Parte 3

DECADENZA, MONZA 2008

Decadenza è una performance artistica di Michela Montrasio, presentata a Monza al festival internazionale Art Action 2008 a cura di Nicola Frangione.
Nella performance Decadenza è abolita ogni partitura, ogni intenzione; resta solo il corpo, luogo delle sensazioni dove il mondo esterno si incontra con le memorie dell’individuo, offrendo allo spettatore un’esperienza intensa e aperta all’interpretazione.
Quando si cede la forma va in mille pezzi, la fragilità emerge, si procede precariamente senza punti di riferimento, lasciando spazio a qualcosa di nuovo e forse di più vero.

CORPORALITA’, MONZA 2007

Performance di e con Lucia Citterio, Nicola Frangione, Michela Montrasio.
La performance è stata realizzata appositamente per la rassegna di poesia e danza tenutasi alla Voliera, installazione dell’artista Giuliano Mauri all’interno del parco di Monza. Il lavoro nasce dall’incontro di tre artisti differenti che hanno costruito il loro intervento secondo le proprie specificità linguistiche e sensibilità e partendo dallo spazio. Voce, parola, movimento si sono così incontrati, interagendo tra loro.
Sovente nei percorsi ambientali, i corpi e i pensieri viaggiano su due parallele: una è la sospensione interiore per il luogo raggiungibile, l’altra è la sospensione  del corpo che vive lo spazio fisico. La sensibilità appare in transito modificando gesti e movimenti. Approdiamo con la voce, dove i corpi dilatano nuove visualità di parole attraversate ed abitate, rivelando la poesia nomade dei sensi. Durata: 35’.

VOLO SOLITARIO, MONZA 2006

L’improvvisazione ha avuto luogo tra esterno e interno dell’Urban Center di Monza nell’ambito dell’evento Vertical Action Poetry a cura di Nicola Frangione. In questa occasione tre artisti (Michela Montrasio, Emilio Morandi, Roberto Rossini) hanno sviluppato i loro rispettivi lavori su tre diversi livelli dell’edificio.

UADI, MILANO 2005

La performance è stata realizzata per la manifestazione RIGIRALARTE a cura di Angelo Caruso e tenutasi a Milano nel 2005.
UADI è un lavoro sull’acqua, la fluidità e la continuità. Lo stimolo iniziale è proprio un rivolo d’acqua che scende sul corpo, lasciando dietro di sé sensazioni e risonanze. Il viaggio del movimento attraversa una spirale per arrivare, nel riflesso di sé in uno specchio, al proprio riconoscimento.

BIANCO, ROSSO, NERO, Milano 2004

La performance è stata realizzata per la manifestazione “Rigiralarte” (Milano, 2004) ideata dall’artista Angelo Caruso.
Viaggio nel femminile attraverso il simbolismo di tre colori che rappresentano da una parte la componente razionale, cerebrale, il ripiegamento su di sé, dall’altra il lasciarsi andare alla vita portati dall’istinto, dalla pancia, liberi di seguire le correnti in continua trasformazione ed evoluzione in noi e attorno a noi. Il bianco come possibilità, potenzialità, pagina bianca e non scritto è forse la somma di questi due aspetti dell’essere donna, forse espressione del proprio SE’, al di là di ogni analisi e definizione. 

A MIO PADRE, ALLA TERRA, CANADA 2003

Mio padre era già ammalato da otto anni circa quando mi venne in mente di registrare la sua voce. La sua memoria era piuttosto labile e parlava con difficoltà. Eppure i ricordi più antichi erano ben presenti in lui, quelli dell’infanzia, della sua famiglia, della giovinezza.

Dopo la sua morte sentii aprirsi una voragine.

Quando incominciai a interessarmi delle culture tribali, sentìì un grosso vuoto per la mancanza di un legame con delle radici ben più profonde di quelle che mi univano a mio padre.

Provai invidia per l’unione che i popoli tribali avevano mantenuto con la grande Madre Terra, come se con quel legame potessero superare il venire a mancare degli affetti.

Avevo bisogno di trovare quelle radici e in loro di trovare mio padre…di non sentirmi sola.

IMPROVVISAZIONE SUL PONTE, SUNO 2002

L’evento in cui la performance si inserisce è l’inaugurazione di un ponte sonoro ideato dall’ing. Giacomo Ruspa a Suno (NO). L’installazione sonora è collocata all’interno di un parco del novarese presso la cascina Nuova in località Baraggia di Suno, dove trovano posto diverse altre opere installative a carattere sonoro.
Nell’improvvisazione è il movimento stesso che produce suoni, attraverso il peso del corpo sulle tavole del ponte. Gestualità e musica si costruiscono istante per istante in un dialogo continuo.

IL LATO OSCURO, MONTEGROSSO (AT) 1995

Il lavoro è stato realizzato appositamente per la rassegna artistica PERCORSI ideata da Ovidio Piras a Montegrosso (AT). La performance si snoda lungo i viottoli e gli slarghi del paese fino ad arrivare alla piazza della chiesa. Il percorso è un viaggio simbolico all’interno di sé, dalle zone appesantite dai condizionamenti a quelle della consapevolezza, per raggiungere e lasciare spazio a nuove possibilità di sé, ad una nuova nascita. Durata 35’.

IL SILENZIO DELLA PAROLA

Entrare e uscire da una dimensione profonda presente dentro di noi dove sono cristallizzate ombre e luci dell’essere. Entrare e uscire nell’equilibrio precario dell’esistenza, scrivere col corpo su un nastro bianco quello che con le parole non potrebbe essere rivelato, né conosciuto.

In scena unicamente una sedia sulla quale gravita il movimento della performer ancorata a quell’oggetto, ma anche capace di potersene distaccare attraverso la qualità del gesto. Durata: 20’.

HARTA, 1990

HARTA è una performance collettiva ideata e realizzata da Luigi Bianco, Nicola Frangione e Michela Montrasio, appartenenti al gruppo SINERGESTA, nato nel 1988 con l’intento di sperimentare in territori teatrali – poetici – performativi la (con)fusione di più energie e di più “media” di espressione artistica.
Questo lavoro è stato progettato nella sua prima edizione per il Festival “Performedia” (1990) diretto dall’artista Emilio Morandi.
Il progetto della performance è stato pensato più precisamente per due luoghi in cui si è svolto il festival: la chiesa dei Disciplini a Clusone e la sala del consiglio comunale di Ponte Nossa (BG).
Il lavoro, in quella sua prima rappresentazione, intendeva anche presentare al pubblico l’appena nata rivista HARTA (bimestrale di interazioni di dinamiche culturali) che durante lo spettacolo veniva estratta dalla terra stessa.
Nel corso degli anni successivi, il gruppo, a volte in veste più allargata con la partecipazione di altri artisti, ha proposto, rivisitandola, la performance originaria.
In particolare, Nicola Frangione e Michela Montrasio hanno ripreso, attraverso un working in progress, la performance che, nel corso degli anni, è stata presentata con titoli diversi (ALLITTERAZIONI SONORE, IL GESTO DI HARTA, FASTI POIESIS).

durata: 40′

Esta web utiliza cookies propias para su correcto funcionamiento. Contiene enlaces a sitios web de terceros con políticas de privacidad ajenas que podrás aceptar o no cuando accedas a ellos. Al hacer clic en el botón Aceptar, acepta el uso de estas tecnologías y el procesamiento de tus datos para estos propósitos. Más información
Privacidad